Perché cerco il vino in moto (e perché quest’anno salto le grandi fiere)

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Mentre leggete queste righe, migliaia di operatori del settore sono chiusi in enormi padiglioni fieristici, tra luci al neon, moquette consumata e il rumore assordante di migliaia di calici che tintinnano. È il rito delle grandi fiere del vino. Utili? Sicuramente. Ma per il mio modo di intendere il vino, sono diventate il posto sbagliato dove cercare l’anima di una bottiglia. Ecco perché quest’anno ho caricato la moto e ho deciso di andare nella direzione opposta.

Il limite sensoriale del “padiglione”

Degustare 50 vini in tre ore in un ambiente saturo di odori e rumore è un esercizio tecnico, non un’esperienza emozionale. Secondo studi di psicologia ambientale pubblicati su Frontiers in Psychology, l’ambiente circostante influenza drasticamente la nostra percezione multisensoriale e il piacere edonico del cibo e delle bevande (Fonte: frontiersin.org).

In fiera assaggi il vino; in vigna, lo capisci. Quando arrivo in moto, impolverato e dopo aver affrontato il vento, il mio corpo è “acceso”. Il primo sorso di un vino bianco minerale, bevuto guardando la stessa terra da cui nasce, ha un valore informativo che nessuna scheda tecnica può trasmettere.

Enoturismo in sella: i dati di un trend in crescita

Non sono l’unico a pensarla così. L’enoturismo sta vivendo una profonda trasformazione. Secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025, il turista moderno non cerca più il “lusso standardizzato”, ma l’autenticità e il contatto diretto con il produttore (Fonte: turismoenogastronomico.it).

Il mototurismo, in particolare, si sposa perfettamente con questa filosofia. La moto ti permette di raggiungere pendenze eroiche, stradine bianche e cantine che non hanno il parcheggio per i pullman. È un filtro naturale: chi arriva fin lì non lo fa per caso, ma perché sta cercando esattamente quel produttore.

La mia missione: scovare l’inaspettato

Saltare le fiere significa rinunciare ai grandi nomi già famosi per dare spazio a chi non ha il budget per uno stand da 10.000 euro. Viaggiare in moto mi permette di:

  1. Vedere la gestione del suolo: Prima di assaggiare, guardo come sono tenuti i filari. C’è erba? C’è vita? La biodiversità che vedo dal ciglio della strada mi dice più dell’etichetta.
  2. Mangiare con il vignaiolo: Le storie più vere escono a tavola, a fine giornata, quando la polvere del viaggio si deposita e il vino inizia a scorrere senza fretta.
  3. Selezionare per voi: Ogni bottiglia che porto nelle mie degustazioni a domicilio è stata “collaudata” dal viaggio. Se un vino mi emoziona dopo 300 km di curve, allora merita di entrare nel vostro calice.

Un invito al viaggio

Quest’anno vi porterò con me attraverso i miei canali social e questo blog. Non vedrete stand affollati, ma albe nei vigneti, cene improvvisate sotto le stelle e bottiglie stappate con il coltellino svizzero.Volete assaggiare le scoperte che sto facendo in questo tour solitario? Scrivetemi per prenotare una data di degustazione per maggio o giugno. Porterò con me i “vincitori” di questo viaggio: vini che non troverete in nessun catalogo di massa, ma che hanno il sapore della strada e della terra vera.

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